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L'allarme lanciato dal dottor Mumoli («Ospedali al collasso, restate a casa!») e i dati ancora in tenuta diffusi da Ats: due facce della stessa medaglia. Nai: «Attenti in famiglia!»

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Articolo del: 11/11/2020 07:58:03

Da una parte l’allarme lanciato dal dottor Mumoli, direttore del Dipartimento di Medicina Generale dell’ospedale “Fornaroli” di Magenta, con le dichiarazioni clamorose e preoccupanti affidate nel tardo pomeriggio di ieri alla testata online logosnews. Dall’altra il dettaglio dei dati relativi all’andamento dell’infezione da Coronavirus relativi alle città di Abbiategrasso e di Magenta stessa.
Il Primario dell’ospedale magentino parla di «situazione gravissima» con l’enorme pressione di 70 persone in Pronto Soccorso che non si sa dove ricoverare, con la prospettiva dell’apertura indispensabile, proprio nella giornata di oggi, mercoledì 11 novembre, di un nuovo reparto Covid al Fornaroli (dove già ce ne sono cinque) e di un altro al Cantù di Abbiategrasso (dove già ce ne sono due dedicati ai subacuti), per un totale complessivo di 250 persone ricoverate, 70 delle quali trattate con il casco per l’ossigeno. Il messaggio senza mezzi termini lanciato dal medico è comunque inequivocabile: «Restate tutti a casa: non è più tempo di prendere le cose alla leggera».
I dati provenienti da Ats (peraltro, inevitabilmente relativi a doversi giorni fa) dicono però che di tutte quelle persone ricoverate solo un’esigua parte risiede ad Abbiategrasso e una più consistente a Magenta, ma sempre con un impatto ben lontano dal numero elevatissimo dei ricoveri complessivi: sui 250 totali, cioè, risultano ad oggi solo 7 i residenti ad Abbiategrasso e quasi quattro volte tanto (26) i pazienti residenti a Magenta. Davvero strano, specialmente il dato che riguarda la nostra città; speriamo di non avere, nei prossimi giorni, la brutta sorpresa di un’impennata in tal senso.
Secondo quanto riportato ieri sera da Ats e diffuso dall’ufficio stampa del Comune di Abbiategrasso, peraltro, il dettaglio dei ricoverati suddivisi per fasce di età conferma la tendenza già manifestatasi fin dal mese scorso, di settimana in settimana: i residenti ad Abbiategrasso che risultano aver contratto il virus sono arrivati ad essere 453. La fascia d’età che ne conta di più è quella compresa tra i 40 e i 60 anni (156 persone), seguita da quella 20-40 (130); bambini e ragazzi fino ai 20 anni (che sono 85 secondo i dati diffusi ieri)  superano la somma delle persone over 60: 30 tra i 60 e i 70 anni, 27 tra i 70 e gli 80, 25 dagli 80 in su.
«Nello scorso fine settimana - ha commentato il sindaco di Abbiategrasso, Cesare Nai - abbiamo dovuto registrare, in linea con l'andamento nazionale un discreto aumento di nuovi casi di contagio nella nostra città e, purtroppo, anche il decesso di due nostri concittadini alle cui famiglie, a nome di tutta la cittadinanza, porgo alle famiglie le più sentite condoglianze. In questo momento particolarmente difficile è indispensabile che il contagio si diffonda il meno possibile tra le fasce più anziane della popolazione (al momento su 453 casi totali, sono 27 le persone tra i settanta e gli ottant’anni e 25 quelle oltre gli ottanta). Per questo raccomando a tutti, soprattutto ai più giovani, la massima prudenza nell'avvicinare e nel rapportarsi con le persone più fragili, anziane e, naturalmente, più a rischio. Serve, da parte di tutti - ha concluso Nai - un comportamento attento e responsabile nella consapevolezza che non esistono luoghi di per sé "sicuri" e che le evidenze rilevano quanto, soprattutto in ambito familiare, il contagio si possa facilmente trasmettere».
Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione da venerdì 13 novembre nelle edicole



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