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Bello... di giorno, il Castello inghiottito dal buio da vanto della città a monumento al degrado

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Articolo del: 13/01/2021 08:56:21

Di una trentina di punti luce pensati all’epoca del progetto di sistemazione delle adiacenze del Castello Visconteo di Abbiategrasso sono attualmente forse cinque quelli ancora in funzione. Si è iniziato a non intervenire al verificarsi dei primi problemi, lasciando correre anziché provvedere nell’immediato, e pian piano quello che era un difetto ammissibile è diventato la norma.


Peccato che di normale non vi sia proprio niente. Lo diciamo a proposito della situazione dei punti luce intorno al Castello Visconteo: non proprio l’ultimo degli edifici nascosti in qualche remoto angolo di strada di periferia, bensì il monumento più importante e più in vista della città.


Ecco, parlare del Castello di Abbiategrasso come monumento in vista oggi suona alquanto beffardo. È infatti un’espressione che vale esclusivamente per le ore del giorno, quelle che godono del conforto della luce del sole, quando c’è come in quest'ultima settimana. Ma dal tramonto in poi, il Castello finisce per venire inghiottito dal buio.


È completamente buio il suo bel cortile. È totalmente buio il passaggio pedonale sotto gli archi, che collega viale Cavallotti alla porzione di piazza verso corso Matteotti. È immersa nell’oscurità la facciata...


... rivolta verso la fontana così come lo sono le aiuole che la circondano. Ed è buia la zona delle panchine di sasso accanto al passaggio pedonale, costellata di punti luce a terra, suggestivi se non fosse che se ne accende ormai uno soltanto degli otto totali che di sera si intravedono a malapena tra ghiaia, terra e foglie cadute dagli alberi.


Così il pregevole progetto che una decina di anni fa, durante la legislatura guidata dall’allora sindaco Roberto Albetti, aveva regalato alla città, per mano dell’architetto Alberto Ambrosini, dirigente comunale, e dei suoi collaboratori dell’Ufficio Tecnico, un bellissimo contesto, oggi mostra il proprio limite in modo clamoroso offrendo, dal calar delle tenebre alle prime luci dell’alba, un’immagine di degrado che Abbiategrasso non merita.


Una situazione che mortifica gli sforzi compiuti e trasforma il monumento che dovrebbe essere il vanto della città in un edificio qualunque. Trascurato, dimenticato, aggredito d’estate da orde di ragazzini che hanno eletto i suoi muri carichi di storia a parete di roccia e le aiuole che lo cingono a campo di calcio. Bello… da lontano. E soprattutto... bello di giorno.


Marco Aziani (“Ordine e Libertà” - servizio sull’edizione da venerdì 15 gennaio nelle edicole)



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